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Il pensiero del Marconi

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Una preziosa occasione per gustare la Vis Comica plautina

 

A Pisa per l' Anfitrione

La mattina del 10 Gennaio un gruppo di oltre 100 studenti delle classi seconde e terze del nostro liceo ha assistito, al teatro “Nuovo” di Pisa, alla rappresentazione della commedia “Anfitrione” di Plauto, messa in scena dal TEP (Teatro Europeo Plautino), con la regia di Cristiano Roccamo, nell’ambito del progetto “Plauto per le scuole”.

I ragazzi hanno potuto immergersi nel mondo di Plauto, divertendosi alle battute degli attori e godendosi la comicità delle situazioni create dal grande commediografo latino.

Il TEP, prestigioso ente che ha avuto moltissimi riconoscimenti negli anni, ultimo e molto importante quello dell’UNESCO, ha un merito da non sottovalutare: parte, infatti, da un attento lavoro di ricerca sul testo plautino, ma punta a riprodurre, attraverso una messa in scena efficace e scoppiettante, gli effetti che doveva ricercare Plauto per attrarre gli spettatori del proprio tempo. Ripropone, in chiave moderna ma senza mai tradire le trame delle commedie e la caratterizzazione dei personaggi, l’alternarsi di parti recitate e parti cantate, l’invenzione di giochi di parole e doppi sensi spassosi, la gestualità eccessiva ed esilarante, l’uso, in determinati contesti, di maschere ispirate a quelle che conosciamo dalle fonti storiche.

L’”Anfitrione” è una commedia molto particolare, perché è l’unica a noi pervenuta nella quale hanno un ruolo rilevante delle divinità, Giove e Mercurio. Per questo viene definita da Plauto “tragicommedia”. La vicenda si basa su una serie di equivoci causati dal fatto che Giove, invaghitosi della mortale Alcmena, ha preso le sembianze del di lei marito Anfitrione, impegnato in una guerra, per passare una notte d’amore con la bellissima donna. Al ritorno del legittimo sposo, accompagnato dal servo Sosia, è inevitabile che si creino incomprensioni, sospetti, accuse, discordie tra Alcmena e Anfitrione, finché tutto viene risolto dall’intervento del “deus ex machina”, come nella migliore delle tragedie, ed in questo caso a chiarire tutto e a dare felicità e prosperità alla famiglia sarà Giove stesso.

E’ questa una delle commedie basate sul tema del doppio, che ha avuto poi un largo seguito nell’immaginario artistico-letterario.

Gli studenti hanno vissuto un’esperienza piacevole, immergendosi in una forma di teatro di sapore artisticamente popolare, trovandosi a tu per tu con il genio plautino. Ma ciò che ha reso questa mattinata particolarmente significativa è il fatto che ai ragazzi è stata offerta l’opportunità di confrontarsi con una verità che spesso sfugge (a loro e non solo a loro): il fatto che assistere alla rappresentazione di un’opera teatrale che viene dal passato non significa automaticamente essere sommersi dalla noia.

Con Plauto si continua a ridere di gusto, anche a distanza di tanti secoli!